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Il primo protocollo

Il ceppo han

I caratteri cinesi ("", letto hanzi in cinese e kanji in giapponese) vengono chiamati ideogrammi o, più propriamente logogrammi, dal momento che ogni carattere ("-gramma") rappresenta una parola ("logo-").

La tradizione vorrebbe la scrittura cinese inventata attorno al 2700 a.C. da Cang Jie, ministro dell'imperatore Huang Di. Gli archeologi, però, hanno trovato documenti scritti risalenti a 6000 anni fa. Si tratta di alcuni pezzi di ceramica iscritti rinvenuti nel 1954 a Banpo (presso Xi'an, Shaanxi, Cina).

Gli hanzi sono perfettamente appropriati alla lingua cinese perché (semplicisticamente) ogni carattere equivale ad una sillaba ed ogni sillaba equivale ad una parola. Questa perfetta corrispondenza fra scrittura, suono e significato, però, non resse quando i caratteri cinesi vennero applicati ad altre lingue, come il giapponese, il coreano o il vietnamita.

Questi nuovi "utenti" degli hanzi sentirono presto il bisogno di affiancare al sistema logografico dei segni fonetici che permettessero di rappresentare le terminazioni grammaticali e le parole non cinesi o, più semplicemente, dessero modo di annotare la pronuncia di tutte quelle nuove parole cinesi. I kana giapponesi e gli hangul coreani sono nati come risposte a questa esigenza.


La scrittura cinese

  • KANJIDIC è un database in formato testo che comprende la maggior parte dei caratteri cinesi (kanji, in giapponese) del set di caratteri JIS. Ogni carattere è corredato da una quantità di informazioni: la pronuncia cinese e quella giapponese, i codici JIS ed Unicode, il radicale tradizionale, la frequenza di uso, il "grado" giapponese (cioè, l'anno scolastico durante il quale i ragazzi giapponesi imparano quel carattere), ecc.
    L'iniziativa di costruire questo database è stata di Stephen Chung e di Mike Erickson. Presto, però, l'opera si è trasformata in un'impresa collettiva in rete Linux-style alla quale ha collaborato gratuitamente un gran numero di persone, sotto la supervisione di Jim Breen.
  • Informazioni statistiche sui caratteri cinesi: frequenza d'uso e numero medio di tratti.
  • Characters Tables di Koichi Yasuoka: tabelle di cross reference fra vari set di caratteri nazionali estremo-orientali e l'Unicode.
  • A Survey of Chinese Input Methods: introduzione ad alcuni dei più diffusi metodi di digitazione dei caratteri cinesi.
  • Font cinesi da Yamada (PC).
  • Documentazione sull'uso della scrittura cinese su Macintosh.
  • Documentazione e software per l'uso della scrittura cinese su vari sistemi operativi ed applicazioni.
  • Applicazione in JavaScript per ottenere la pronuncia cinese dei logogrammi (dialetti mandarino e cantonese; i caratteri possono essere immessi nei set di caratteri Guobiao o Big5).
  • Notes on CJK Character Codes and Encodings, a cura del Chinese Community Information Center. Un'interessante introduzione ai set di caratteri dell'Estremo Oriente:
    Big5 e CNS (i caratteri cinesi tradizionali, in uso a Taiwan e ad Hong-Kong);
    Guobiao (i caratteri cinese semplificati, in uso nella Repubblica popolare cinese);
    JIS (lo standard nazionale giapponese);
    KSC (lo standard nazionale coreano);
    CCCII/ANSI Z39.64-1989 e la sezione "CJK" di Unicode/ISO-10646 (codifiche internazionali).
    Encodings of 94x94-Character Sets è un altro articolo interessante; tratta delle diffusissime implementazioni "shifted" o "multibyte", che permettono di incorporare i caratteri estremorientali a 14 bit all'interno di normale testo "ASCII" a 8 bit.

    La scrittura hangul (alfabeto coreano)

  • Font coreani da Yamada (PC e Mac).

    La scrittura kana (sillabari giapponesi)

  • Introduzione al sillabario katakana (a cura di The Japanese Tutor).
  • Introduzione al sillabario hiragana (a cura di The Japanese Tutor).
  • Font giapponesi da Yamada (Mac).

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    Pagina a cura di Marco Cimarosti. Ultimo aggiornamento: 10 marzo 1997.